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Pizzo Scalino m. 3323 

Pizzo Scalino d'inverno

Punto di partenza: : Campo Moro m. 1900 circa.

Accesso: da Milano si seguono le S.S. 36 e S.S. 38 del Passo dello Stelvio fino a Sondrio. Aiutati dalle indicazioni per la Valmalenco si raggiunge Lanzada (Km. 145 da Milano). Si prosegue per Campo Franscia e da qui, per strada generalmente innevata, verso Campo Moro. Si parcheggia poco oltre la seconda galleria, dove la strada diviene pianeggiante, presso uno slargo.

Periodo: dicembre-aprile.

Difficoltà: per Buoni Sciatori (BS); BSA per la vetta.

Dislivello: m. 1400 circa

Esposizione: Ovest, poi Nord.

Guide e carte: Kompass 1:50.000 “Bernina - Sondrio”; carta Multigraphic 1:25.000 “Pizzo Bernina, Monte Disgrazia”; G. Miotti e C. Selvetti: “282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina”, 1998.

Note: grande classica delle Alpi, la salita al Pizzo Scalino è sovente molto frequentata. Ma i pendii sono talmente ampi che c'è proprio spazio per tutti. Considerato il discreto dislivello complessivo, molte persone si "accontentano" di raggiungere il solo Cornetto m 2848 (la cui discesa è comunque la parte migliore dell'itinerario) oppure la Spalla di quota 3228. Da questo punto si abbandonano gli sci e, con ramponi e piccozza, si superano facili boccette innevate fino alla vetta del Pizzo Scalino m. 3323.


Pizzo Scalino

 

Itinerario

    Imboccata la stradetta innevata che si diparte sulla destra, con alcuni tornanti si supera il limite boschivo per raggiungere l'Alpe Campascio m. 2078, dal quale il panorama si apre sugli altopiani della zona e, in particolare, sulle impressionanti seraccate del Ghiacciaio di Fellaria. Lasciata a destra la traccia per il Rifugio Cristina, si prosegue verso ovest costeggiando un dosso con radi larici fino a trovarsi davanti a un torrente. Attraversato il corso d'acqua tramite un ponticello si punta al baitone situato sulla sinistra e, raggiuntolo, si prosegue per dossi arrotondati fino ad una grande spianata. Costeggiato il pianoro sulla destra ci si porta ai piedi dell'ampio pendio del Cornetto (m. 2300 circa). La linea di salita si mantiene sempre a sinistra delle rocce sommitali del Cornetto, ben distinguibili in alto. Risalito quasi per intero il grande versante, e in particolare il punto in cui esso aumenta la propria pendenza, si obliqua a sinistra oltrepassando un canalone poco marcato per portarsi sulla sua sponda opposta e guadagnare, su terreno via via meno ripido, la grande conca generata da un ramo secondario del Ghiacciaio del Pizzo Scalino. Lasciate a destra le rocce del Cornetto m. 2848 si affronta un traverso a sinistra tendente a superare un'impennata del ghiacciaio oltre la quale ci si viene a trovare sul plateau del ghiacciaio. Risalendo verso sud la distesa innevata (attenzione ad alcuni grandi crepacci, generalmente ben visibili ed evitabili) si raggiunge la grande crepaccia terminale. Con qualche cautela si supera l'ostacolo, generalmente tramite un affidabile ponte di neve, per affrontare il ripido pendio finale alla sommità del quale si tocca la Spalla m. 3228. Qui termina l'escursione sciistica; se siete attrezzati con ramponi e piccozza e avete ancora energia, è consigliabile raggiungere la vetta del Pizzo Scalino m. 3323, dalla quale si gode di uno dei migliori panorami della Valmalenco. La breve ascensione si svolge inizialmente lungo la cresta spartiacque poi, quando questa diviene più impegnativa, per facili roccette e neve a sinistra della stessa fino a calcare la sommità, presso la quale si trova una grande croce metallica.

Discesa: per l’itinerario di salita.

Variante di discesa: la variante di seguito descritta si svolge lungo il Ghiacciaio dello Scalino e comporta una risalita di circa 100 metri di dislivello. Ridiscesi al plateau del ghiacciaio si prosegue lungo il ghiacciaio stesso verso Nord per pendii ottimamente sciabili lasciando a sinistra la traccia per il Cornetto. Oltre un lungo restringimento più ripido si raggiunge un pianoro ben individuabile presso il quale bisogna rimettere le pelli (quota m. 2550 circa). In obliquo a sinistra si rimontano alcuni cordoni morenici dirigendosi verso l'ampia insellatura del Passo di Campagneda (m. 2632), che si raggiunge senza particolari difficoltà. Tolte le pelli, si scende inizialmente tenendosi a ridosso delle rocce a Nord del valico per portarsi all'imbocco di un canalone. Disceso il breve ma ripido impluvio si oltrepassano le superfici piatte dei Laghi di Campagneda e, per divertenti vallette, si ritorna al Piano di Campagneda e da qui a Campo Moro.  

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