SCI – LE ORIGINI

Foto di Fabrizio Ceriani    Il termine “sci” ha origini germaniche derivando dal norvegese “ski” e dall’islandese “skith”, il cui significato è “pezzo di legno”.
   Già all’età della pietra in varie località del nord Europa si praticava lo sci e lo dimostrano alcune incisioni ritrovate in alcune caverne con raffigurate rupi e uomini con gli sci. Altre testimonianze risalgono al 1050 a.C. con il disegno di Balingstaa (Uppsala) e il documento lasciato dal primo cronista dello sci “Strabone” nel primo secolo a.C.. Altre tracce, due secoli più tardi, sono la descrizione di alcune popolazioni nordiche che con stranissime calzature ai piedi camminavano sulla neve: gli ippodopi.
   La nascita dello sci vero e proprio è comunque avvenuta in Lapponia, seguita dall’Asia e infine nell’Europa Centrale.
   Nel 1150-1200 le truppe del re scandinavo Sverre vincevano una battaglia ad Oslo utilizzando come mezzo di spostamento lo sci.
  
Si dovrà arrivare al 1800 per scoprire che già esistevano tre tipi di sci:

  • artico (Lapponia e Siberia) di un metro e mezzo di lunghezza, molto stretto in punta e coda;
  • nordico o norvegese (Scandinavia) lunghissimo e stretto, molto leggero, predecessore dell’odierno sci da fondo;
  • meridionale (Estonia, Lettonia e Carpazi) pesante, tozzo, largo in punta e in coda.


   Sarà nel 1860 che in Norvegia gli abitanti della Valle di Morgedal, nel distretto di Telemark, faranno dello sci un’attività sportiva, creando la prima tecnica sportiva di discesa, il famosissimo “telemark”.
   Nel 1885, quando il lappone Lars Tuorda percorse 220 km. in 21 ore e 22 minuti con sci da fondo, lo sci iniziò a mettere radici in Germania e Austria per continuare poi nel resto degli altri paesi europei.
   In Italia si dovrà attendere fino al 1900, quando l’ingegnere svizzero Adolf Kind fondò lo sci club Torino, seguiti da quelli di Milano, Genova e Lecco. 

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