SCI – LE ORIGINI
Il termine “sci” ha origini
germaniche derivando dal norvegese “ski” e dall’islandese “skith”, il
cui significato è “pezzo di legno”.
Già all’età della pietra in
varie località del nord Europa si praticava lo sci e lo dimostrano alcune
incisioni ritrovate in alcune caverne con raffigurate rupi e uomini con gli sci.
Altre testimonianze risalgono al 1050 a.C. con il disegno di Balingstaa (Uppsala)
e il documento lasciato dal primo cronista dello sci “Strabone” nel primo
secolo a.C.. Altre tracce, due secoli più tardi, sono la descrizione di alcune
popolazioni nordiche che con stranissime calzature ai piedi camminavano sulla
neve: gli ippodopi.
La nascita dello sci vero e
proprio è comunque avvenuta in Lapponia, seguita dall’Asia e infine
nell’Europa Centrale.
Nel 1150-1200 le truppe del re
scandinavo Sverre vincevano una battaglia ad Oslo utilizzando come mezzo di
spostamento lo sci.
Si dovrà arrivare al 1800 per scoprire che già esistevano tre tipi di sci:
- artico
(Lapponia e Siberia) di un metro e mezzo di lunghezza, molto stretto in
punta e coda;
- nordico
o norvegese (Scandinavia) lunghissimo e stretto, molto leggero,
predecessore dell’odierno sci da fondo;
- meridionale
(Estonia, Lettonia e Carpazi) pesante, tozzo, largo in punta e in coda.
Sarà nel 1860 che in Norvegia
gli abitanti della Valle di Morgedal, nel distretto di Telemark, faranno dello
sci un’attività sportiva, creando la prima tecnica sportiva di discesa, il
famosissimo “telemark”.
Nel 1885, quando il lappone Lars
Tuorda percorse 220 km. in 21 ore e 22 minuti con sci da fondo, lo sci iniziò a
mettere radici in Germania e Austria per continuare poi nel resto degli altri
paesi europei.
In Italia si dovrà attendere
fino al 1900, quando l’ingegnere svizzero Adolf Kind fondò lo sci club
Torino, seguiti da quelli di Milano, Genova e Lecco.

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