L’OCCHIO DI RAMPIKINO
Patagonia 2002
(Seconda parte)

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   Il mio viaggio è successivamente proseguito nella zona del gruppo del Fitz Roy-Cerro Torre dove le condizioni generali erano piuttosto invernali ed in ritardo di stagione. Ne sanno qualcosa Ermanno Salvaterra e Alex Huber che erano appena rientrati in Europa dopo due tentativi al Cerro Torre (Salvaterra e compagno sulla via di Parkin e Marsigny della Sud; Huber, Sigriest e C. sulla "Egger-Maestri"). Pochissimi gli alpinisti incontrati nel periodo tra metà novembre e fine dicembre. Solo il Fitz Roy è stato salito tre volte in un mese da due francesi sulla "Supercanaleta", da 3 svizzeri lungo la via dei Californiani e 2 argentini sulla "Franco-Argentina". 
   Per il resto, a parte la salita di Huber e C. a "Exocet", solo tentativi falliti tra cui quello di Tomas Tivadar, Gabor Berecz e Stephan Huber alla NW del Piergiorgio (rottura del portaledge alla base della parete a causa del forte vento), stessa parete dove si dirigeranno i Ragni di Lecco tra pochi giorni.


   Durante il mese di permanenza a Chalten, ho potuto effettuare due tentativi in solitaria ad una via di misto sul Techado Negro, montagna dimenticata all'inizio della Valle del Torre. Dopo 300 metri di rocce marce e misto innevato, il 1 dicembre ho desistito per la troppa pericolosità del terreno.

   Il 2 dicembre cambio di valle e mi sono diretto con la guida italiana Marcello Cominetti verso lo Hielo Continental in direzione delle gigantesche montagne del Cordon Marconi, ricche di grandiose possibilità su ghiaccio e misto con pareti alte fino a 1500 metri. Respinti dal maltempo dopo 2 giorni di cammino, siamo tornati al Passo del Vento dove abbiamo passato 3 giorni fermi in tenda prima che il sole ritornasse a farsi vedere nell'ultimo giorno che avevamo a disposizione per un tentativo. 

   Ci siamo diretti verso il Cerro Grande dove abbiamo salito un nuovo itinerario di circa 600 metri sul versante S/SE, a destra di una via di Casimiro Ferrari e C., con difficoltà prevalentemente di ghiaccio e misto (max 75°) fino alla giunzione con la cresta terminale dove passa uno dei pochi itinerari saliti su questa grande montagna. Rapido ritorno in doppia lungo la via di salita senza aver toccato la cima a causa dell'orario ormai tardo.  

   Nell'ultima settimana a disposizione ho effettuato un ultimo tentativo, bloccato dal maltempo al terzo giorno, questa volta ad una nuova via di ghiaccio sul versante S del Cerro Pollone, con avvicinamento dalla Piedra del Fraile e bivacco in cueva sotto la "Supercanaleta" del Fitz Roy, insieme a Max Odell (USA) e Martin Heredia (ARG), entrambe guide di montagna di El Chalten.  

   Ed infine il difficilissimo (perdita della carta di credito…) rientro a casa, dopo 2 bellissimi mesi di vita argentina e alpinismo girovago come piace a me…

 

Un ringraziamento a:
Black Diamond Europe, Mello's, Koflach, Red Chili, Vibram, Vaude, Salomon
Altre info su www.go-mountain.com