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Il
viaggio è cominciato il 18 ottobre con destinazione la zona del
San Lorenzo dove io ed il mio compagno Diego Fregona,
Guida Alpina di Castione della Presolana (Bg), abbiamo trascorso
circa 20 giorni di permanenza. Avvicinamento dal lato argentino
(Perito Moreno - Lago Posadas - Valle del Rio Oro) e campo base
sotto il versante NE della montagna, uno dei possibili obiettivi
della nostra vacanza. Le condizioni generali erano primaverili,
con molta neve ma poco vento e giornate calde.
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Il giorno 1 novembre abbiamo salito un versante inviolato
(Ovest) di una delle tre cime del Cerro Hermoso, una cima
vergine che abbiamo ribattezzato "Cumbre Silvia". 10
ore dall'attacco, in stile leggero, 1000 metri circa con
difficoltà nella parte alta di misto, ghiaccio (70° max) e
roccia (V+). Discesa per una valle sconosciuta che ci ha
impegnato più della salita. Una giornata di riposo poi siamo
saliti alla base del San Lorenzo dove abbiamo bivaccato
in una cueva di neve sul filo di cresta che precede la parete.
Il 4 novembre avvicinamento alla parete e tentativo lungo la
fantastica linea di ghiaccio del muro Nordest, l'unica via
relativamente al riparo dalle scariche del grosso seracco che
borda per quasi 10 km l'intero versante Est del San Lorenzo. La
via era già stata tentata alcune volte da cordate francesi ed
il miglior tentativo, saliti fino a 2/3 della parete di 1800
metri, è stato quello di Simon Destombes e Jean Annequin nel
febbraio 1999. Io e Diego abbiamo attaccato all'alba e dopo 100
metri su ghiaccio e funghi nevosi, la ritirata a causa del caldo
eccessivo e delle scariche di ghiaccio e roccia che spazzavano
la parete già al mattino presto.
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La via è stata in seguito ritentata un mese più tardi
da un gruppo svizzero di cui faceva parte David Fasel
(primo salitore invernale della via dei Ragni al Cerro
Torre, insieme a Crouch, Sigriest e Ulrich). Anche per
loro stessa sorte, rimandati a casa dallo stesso
problema delle scariche una volta giunti all'attacco. In
ultimo un altro tentativo al versante Est del San
Lorenzo proprio nei giorni scorsi da un altro gruppo
francese, su una linea a sinistra della Cresta Est
(l'unica e difficile via di salita dal lato argentino
della montagna, aperta dai Sudafricani nel 1986 e
ripetuta in seguito solo due). Info su www.tvmountain.com.
Credo che la parete possa essere tentata in periodi
invernali o con freddo e buon innevamento, in quanto la
roccia cattiva non permette di salire se non lungo la
linea di cascate ghiacciate, rampe nevose e terreno
misto che porta fino alla cima.
Ora l'idea di tornare nella zona nei mesi primaverili di
settembre e ottobre 2003 per un prossimo tentativo. |
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