L’OCCHIO DI RAMPIKINO

I massi di Spriana
(Prima parte)

Cartina Massi 
di Spriana

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   Bouldering New Age

Bouldering sui massi di Spriana, alla ricerca dell’estetica del passaggio. (foto M. Comi)
  
E’ un fenomeno recente il Bouldering, termine inglese che traduce la “scalata sui sassi”, o per dirla meglio una “riscoperta” che si allaccia ad un più vecchio ramo dell’arrampicata su roccia che ebbe in Valtellina le sue origini un quarto di secolo fa. Nella seconda metà degli anni ’70 la vicina Val di Mello vide all’opera un gruppo di giovani e rivoluzionari arrampicatori che cercò di smontare tutta la dura “lotta con l’alpe” dell’andare in montagna, a loro parere troppo zeppa di sofferenza, fatica e pesante retorica al seguito. Un nuovo “gioco” prese allora forma sulle più invitanti placche rocciose ma soprattutto su quei tanti massi adagiati sul fondo di quella magnifica valle. Si cominciò a scalare senza il pensiero della vetta ad ogni costo, in calzoncini e maglietta su pareti alte al massimo 3 o 4 metri, dove il rischio era limitato ad un morbido salto sul prato alla base del passaggio. Pedule, sacchetto del magnesio e via! Le paure dell’arrampicata classica lasciavano spazio alla pura ricerca della difficoltà e del divertimento. 
 

Il masso della Chiesa a Spriana su cui sono stati tracciati alcuni dei più difficili passaggi. (foto M. Comi)  
  Era nato il “Sassismo” e così fu chiamata la nuova corrente di pensiero e d’azione che caratterizzò quegli anni di rinnovamento nel mondo della scalata. 

  L’arrampicata sui massi proseguì in seguito il suo cammino evolutivo, dapprima a grandi passi poi solo limitatamente alle zone con maggior tradizione.
  Arriviamo però a tre o quattro anni fa quando tra i giovani arrampicatori new age cominciò un ritorno d’interesse per quell’attività che oggi sta diventando un qualcosa di più “etichettato” rispetto al passato, un’onda che sicuramente piacerà ai suoi praticanti e alleggerirà non poco l’equazione arrampicata=pericolo. Oggi è più facile incontrare i boulderisti e curioso è vederli aggirarsi tra i prati e i boschi visionando minuziosamente quelle piccole paretine rocciose. E’ nato il bouldering “moderno” e l’andar sui massi sta diventando anche un’attività fine a se stessa, con le proprie mode e i propri costumi. Lo snowboard e il suo mondo stanno allo sci come il bouldering sta all’arrampicata e all’alpinismo. Più o meno può suonare così.