L’OCCHIO DI RAMPIKINO
Golismo
(Terza parte)
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torna alla seconda parte...Tiro da sogno... Il salto ghiacciato del Pozzo delle Marlboro.

   Un tonfo sordo mi raggiunge prima di entrare nella grotta e per un attimo immagino il buon Saletta a mollo nelle gelide acque invernali... brrrrr! Quando ci incontriamo tutti e quattro sotto la stalattite mi dicono però che era del ghiaccio il lugubre tonfo udito prima. Massimo mi fa anche notare che ormai della crosta ghiacciata è rimasto ben poco dopo il suo tentativo di salita. Capiamo infine che difficilmente il ghiaccio in questo punto potrà essere di maggior spessore, vista l’eccezionalità del freddo di quest’inverno. Colpisco anch’io la candela di ghiaccio facendola a pezzi completamente, notando che è anche più piccola di 4 giorni fa quando mi avevano frenato dal salirla. 

 

Le luci dei flash non riescono ad illuminare l’uscita del Pozzo delle Marlboro...

Luca Maspes prova a diventare "leggero" sull’ancora insuperata stalattite della Pozza Circolare. Qui la fine temporanea della Grotta del Cormor in versione invernale.... un must per il golismo!

   Si chiude quindi il sipario mentre scendo pochi metri verso gli amici, con il saluto della grotta che mi fa infine “affondare” nell’acqua con una traditrice riva ghiacciata. Fortunatamente non fa freddissimo… Un ritorno ancora sui propri passi per uscire da oltre metà canyon ed inventarsi una salita verso Campo Moro, aderendo a prati ghiacciati e fitti boschetti fino alla strada. Quello che la grotta ci ha regalato fin qui è una splendida e inusuale scalata su ghiaccio e misto che per ora ha ben pochi paragoni nelle Alpi.

   Il piacere anche di aver vissuto un’esperienza così unica e difficilmente afferrabile.

Il Golismo

Andrea Micheli durante una delle prime esperienze del "golismo" lungo le Gole di Val Brutta.

 

   Fuori dalle grotte per le gole rocciose, quei canyon a cielo aperto dove affinare la nuova arte del “Golismo”. Jacopo ha appena coniato questo termine che indicherà un’attività non tanto didascalizzabile ma che sta al confine di tante altre. Materiale: canoa gonfiabile, attrezzatura da ghiaccio ed in primis tanta voglia di esplorare i luoghi più curiosi delle nostre montagne. Nel corso degli ultimi anni è Merizzi che ha portato in voga questo speciale “giochino”, percorrendo in salita le forre più nascoste ed “affondando” più volte nelle gelide pozze d’acqua non sufficientemente ghiacciate. Anche qui a farla da padrone sono le gole della Val Lanterna tra cui l’ultima percorsa in ordine di tempo, quella dello Scerscen nella sua parte intermedia che è anche il logico prolungamento della orrida Gola di Val Brutta, sempre percorsa all’insù da Jacopo negli inverni passati (dopo numerosi affondamenti per colpa di canoe e canotti troppo poco resistenti alle punte dei ramponi…).  


Non esistendo manuali tecnici di questa neonata disciplina siamo anche riusciti ad organizzare un summit eno-gastronomico dove proporre metodi di valutazioni delle difficoltà di queste gole. Per ora, ma ovviamente tutto ancora in fase di elaborazione, la prima proposta ha portato alla definizione di “grado NR”. N.R. sta per “non ritorno”, cioè tutti quei tratti che percorri in queste forre ma che sai dovrai superare in salita o in discesa a seconda della stagione pena… l’impossibilità di tornare indietro o uscire ai lati della gola.

A pensarci bene un po’ complicato da calcolare, per questo mi sa che rimescoleremo ancora tutto…  
PS …se poi è così importante sapere sempre tutto del “dove si va?” Come si fa?”…  
Troverete le prime notizie di “Golismo” anche su altri siti Internet:

www.go-mountain.com  
www.valdimello.it

www.toscoclimb.it

(Foto: JACOPO MERIZZI – www.valdimello.it)