L’OCCHIO DI RAMPIKINO
Ghiaccio su roccia
(Prima parte)

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Le vie salite sulla Parete della Diga a Campo Gera, Val Lanterna.

   "Neve – caldo – freddo – ghiaccio", una sequenza meteorologica che dalla fine di dicembre in poi ha creato nuove ed insolite condizioni per l'arrampicata su terreno misto in alta montagna, dai 2000 metri in su.

   Così, appena tornato dalla Patagonia, nel giro di pochi giorni io ed un gruppo di amici abbiamo dedicato questa prima parte di stagione ghiacciatoria alla salita di diverse vie di roccia estive riproposte ora in veste invernale, itinerari che ora si presentano (ma chissà per quanto) in condizioni per salite su ghiaccio (poco) e terreno misto (tanto). 

 

La linea di salita lungo la "via del Lungo".

   Un misto che non richiama la pratica del dry tooling introdotta nelle Alpi negli ultimi anni bensì la pratica del misto di origini scozzesi, quelle salite effimere su itinerari rocciosi che hanno reso famose zone come i Cairngorms o il mitico Ben Nevis. Salite non per tutti che necessitano un'ottima esperienza alpinistica per saper inventare posizioni e tecniche d'arrampicata mista tipiche dell'alpinismo invernale d'alta quota, nonché una certa predisposizione al sapersi proteggere e chiodare adeguatamente (le vie estive sono praticamente schiodate, soste comprese).

   La zona è sempre quella vicina a casa e l'importanza di poter valutare le condizioni delle vie quasi ogni giorno non è fatto di trascurabile importanza in questo genere di salite effimere.

   Sulla Parete della Diga, in alta Val Lanterna, il gioco è cominciato dapprima con la salita del DIEDRO CENTRALE (Maspes – Massimo Sala, 22/12/2002), la più facile introduzione a questo genere di salite, lungo circa 150 metri.