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Quel giorno rientrammo tutti camminando sul lago
ghiacciato con un certo timore (terrà o non terrà?) e
forse proprio da quel giorno nacque la seconda storia
della cascata dei Geroni.
Ne parlammo in giro e poche ore più tardi, quindi il
mattino seguente, i due arrampicatori lanzadini Roberto e
Quinto si diressero verso quella colata che tanto aveva
vissuto nell’oblio quanto ora si stava svelando al mondo
dei ghiacciatori. E’ proprio quest’inverno che la cascata dei Geroni si
è presa la “rivincita”, una sorta di vendetta nei
confronti di tutti quegli anni di oblio che la tenevano
nascosta dalle cronache del mondo del ghiaccio.
Fortunatamente tra gli alpinisti il passaparola è ancora
una delle principali fonti di informazione, soprattutto
per il ghiaccio e le sue condizioni, spesso variabili da
giorni a giorni. Così nell’ultimo mese del 2001, quando
le cordate hanno cominciato le visite in fondo al lago. La
voce si è sparsa e non pochi appassionati hanno scoperto
che la cascata era in ottime condizioni ed anche una delle
poche che poteva beneficiare di questo gelo continuo che
la “ingrassava” in continuazione. Ci sono tornato
anche io. La prima volta per salire una stretta ed
inviolata riga di ghiaccio situata sulla sinistra della
Geroni. Quasi un mese più tardi per filmare e fotografare
3 cordate che ripetevano la scintillante cascata in un
radioso lunedì di freddo sole accecante. Il commento di
tutti manteneva la sua unanimità e il suo entusiasmo,
forse perché non era facile trovare in altri posti
valtellinesi una giornata di ghiaccio come la può dare la
Geroni nei rari periodi in cui si mostra al frenetico
popolo arrampicante. Erano tanti i gradi sotto lo zero, ma
sulla Geroni si respirava un clima più caldo che mai…
La relazione della cascata dei Geroni e delle cascate della
Valmalenco e Val Lanterna la potete trovare su www.go-mountain.com
nella zona Alpi Centrali.
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