
Il
dislivello del percorso è di circa 400 metri, con una profondità
della gola rocciosa che raggiunge in certi punti i 60/70 metri
d’altezza, protetta da lisce e strapiombanti pareti scavate nei
millenni dalla forza delle acque. Per superare i laghetti
incontrati durante la discesa, molto comode e utili per le basse
temperature dell’acqua sono risultate le mute da subacquea e da
canyoning.
Qualche giorno più tardi la discesa nella grotta è
stata ripetuta da Maspes, questa volta in compagnia della guida
alpina Pascal Van Duin, esperto canyonista, con un suo cliente e
con il giovane di Lanzada Norbert Parolini.
Lungo la via di
discesa sono stati attrezzati con spit e moschettoni i vari punti
di calata per mettere in sicurezza chi vorrà cimentarsi in
quest’avventura all’”interno” della montagna. Sempre Van
Duin e compagni, durante una successiva esplorazione della parte
bassa del letto del torrente (nel tratto poco prima della
confluenza con il torrente che scende da Campagneda) ha proseguito
ancora sul fondo del corso d’acqua, ricoperto di enormi blocchi
rocciosi che formano anch’essi una serie di grotte che
necessitano l’uso delle corde doppie per essere discese (8
doppie).
1
| 2 | 3
|