L’OCCHIO DI RAMPIKINO
Arrampicata Sportiva in Valmalenco.

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   Parlare di pareti rocciose di 20 metri in un massiccio montuoso che offre grandiosi versanti alti fino a 1000 metri può sembrare un controsenso, ma l’arrampicata su roccia è anche questa. C’è chi dice “andiamo in palestra” o un più classico “andiamo in falesia…”, riferito appunto all’arrampicata sportiva e ai suoi luoghi dove praticarla. Una corda, l’imbragatura, qualche rinvio, scarpette e magnesite, il materiale per una giornata rilassante all’insegna del miglioramento fisico e del piacere del gesto arrampicata. In Valmalenco l’arrampicata sportiva è avanzata a piccoli passi, merito soprattutto di pochi singoli che si sono presi la briga di attrezzare le rocce di fondovalle e quelle poste nei luoghi più comodi da raggiungere. Per un’alpinista classico, l’arrampicata sportiva può essere un complemento ideale all’attività in alta quota, oppure un semplice diversivo per potersi divertire al riparo dai pericoli oggettivi dell’alta montagna. Per gli arrampicatori puri invece la “palestra” (o come già detto “falesia”, termine cui più spesso si ricorre) è il luogo dove cercare di spingere i propri limiti alla ricerca del più alto grado di difficoltà, protetti da solidi chiodi ad espansione e con l’unico rischio di un voletto di 2/4 metri che è frenato dalla corda e dall’assicuratore.

Arrampicata sportiva sul bellissimo serpentino rosso della Valmalenco. (foto L.Maspes)

Arrampicata sulle belle placche sopra la diga dell'Alpe Gera, Campo Moro. (foto L.Maspes)

   Durante l’estate è facile per gli escursionisti incontrare questi climber impegnati sulle pareti vicino ai sentieri. La Valmalenco è, infatti, uno dei pochi luoghi che offre all’arrampicatore la possibilità di arrampicare anche in piena estate, al riparo dalla calura, merito anche della possibilità di spingersi in auto fin verso i 2000 metri di quota. Nei dintorni di Campo Franscia, Campo Moro e Chiareggio le possibilità per l’arrampicata stanno aumentando di anno in anno. Recentemente la chiodatura del Sasso di Franscia (o Palù), sulla strada che da Campo Franscia sale alle dighe, ha dato agli appassionati un’altra possibilità di scalare al fresco su itinerari corti e ben attrezzati, generalmente su difficoltà medio-basse e quindi utili anche per i principianti. Un lavoretto di chiodatura degli arrampicatori dell’Associazione Sportiva Lanzada in un ambiente che seppur vicinissimo alla strada ha una sua bellezza particolare.

   Più in su, arrivati a Campo Moro e lasciata l’auto nel parcheggio del Rifugio Zoia, ci s’incammina verso il vicinissimo rifugio e si prosegue per il sentiero che va verso Campagneda, passando a fianco di due bastionate rocciose alte 20 metri e dalle colorazioni rosse e nere. La scoperta dell’arrampicata su questi muri è stato forse uno dei più bei regali che Massimo Bruseghini, in arte “Vigneron”, fortissimo arrampicatore di Caspoggio scomparso nel 1999, ha lasciato agli arrampicatori di tutta la Lombardia. Massimo chiodò qualche anno fa e salì tutti gli itinerari di queste piccoli ma spettacolari muri rocciosi, con difficoltà elevate, tutti sopra il VII grado (6b della scala francese) e che si spingono fino al X grado (8a), con chiodatura sicura ma a volte un po’ emozionante. Una roccia incredibile e un panorama mozzafiato fanno della “Zoia” uno dei più affascinanti luoghi dell’arrampicata sportiva in Valtellina e non solo… Ricordo ancora quando Massimo mi fece vedere il suo gioiello, in una solare giornata autunnale di qualche anno fa. Mentre lui saliva come un razzo tutte le vie che già conosceva a menadito, io cercavo di arrancare sui suoi stessi appigli, maledicendo il mio scarso allenamento su queste difficoltà da forti arrampicatori sportivi.  

Il compianto Massimo Bruseghini, fortissimo arrampicatore di Caspoggio che valorizzò le stupende falesie della Zoia. (foto R.Colombo)

Il primo sale, il compagno assicura. Sui monotiri della falesia del "Deposito Inerti", Campo Moro. (foto L.Maspes)

     E infine arriviamo quasi al termine della strada, sotto la seconda diga di Campo Moro. La Guida Alpina sondriese Augusto Rossi è uno dei guardiani della diga ma è anche un infaticabile chiodatore di falesie e vie più lunghe che troviamo sparse sulle rocce serpentiniche dell’area. Tra le più classiche e frequentate c’è la fascia rocciosa del “deposito inerti”, sul gran pianoro erboso che divide i due bacini artificiali. Quasi 40 tiri di corda lunghi fino a 25 metri con difficoltà che vanno dal 5a all’8a, il tutto ben chiodato con solidi spit e su roccia molto varia. Altra piccola ma interessante paretina di 25 metri chiodata sempre da Rossi sono le placche sopra il muro della diga di Alpe Gera, con una decina di itinerari abbordabili e difficoltà fino al 6a+. Qui si viene in estate, al riparo dal sole nelle calde ore pomeridiane, così come nella fresca Val Poschiavina, un serbatoio di possibilità classiche e moderne, con qualche piccola parete attrezzata per l’arrampicata sportiva (il Dolmen e le placche basali del Toro Seduto) ma ancora un vastissimo terreno da esplorare per il futuro.  

   Cambiamo vallata e saliamo da Chiesa verso San Giuseppe e Chiareggio. Anche qui diverse sono le possibilità, forse meno sfruttate e valorizzate rispetto a quelle dell’alta Val Lanterna e per questo un po’ meno frequentate. Unica eccezione, per il grande numero di vie presenti, sono le pareti nei dintorni del Rifugio Motta, quasi in cima agli impianti sciistici del Palù. Negli anni in cui la gestione era stata affidata alla Guida Alpina Andrea “Gigante” Savonitto, furono valorizzate numerose paretine di ottimo serpentino rossastro con la chiodatura di oltre 80 itinerari con difficoltà medio-facili. Purtroppo il luogo, non facilmente raggiungibile in estate e troppo innevato in inverno, non ha avuto la frequentazione che si sarebbe meritato. Un peccato visto anche la bellezza del panorama e dell’ambiente intorno alle rocce. Altre pareti sparse nell’alta Valmalenco sono quelle di Albareda, sopra la grande cava che si incontra sulla destra salendo a San Giuseppe, oppure le paretine sparse nei dintorni della piana di Chiareggio, con i grandi massi di Senevedo (5/6 vie attrezzate) e le paretine del Pian del Lupo precedute dalla Parete di Fili, proprio sopra la strada alle porte di Chiareggio.

In azione su una delle vie della parete del Dolmen, nel bellissimo scenario della Val Poschiavina. (foto L.Maspes)

Sulle difficili vie del settore basso delle pareti della Zoia, uno dei luoghi più famosi per l'arrampicata sportiva in Valmalenco. (foto R.Colombo)

   E per l’inverno? 
   Dopo questa panoramica che tiene conto di luoghi rivolti soprattutto ad un periodo estivo e posti a quota relativamente elevata, qualche piccola falesia è emersa anche nei dintorni di Chiesa e nella bassa Valmalenco. Il paretone del Valdone, vecchia palestra d’arrampicata degli anni ’50, è stato in parte attrezzato da Augusto Rossi e C. ma non ha attualmente una frequentazione assidua. Sempre chiodata da Rossi e un po’ più comoda è la paretina situata a destra dell’abitato di Spriana, con 7/8 tiri di corda alti 15 metri intorno ad un grande tetto percorso dalla via più difficile (7a+). Salendo ancora verso i grossi centri della valle incontriamo poi la zona della “Sassa”, a destra della strada che sale a Caspoggio, vecchio terreno di allenamento di Massimo Bruseghini con diverse vie sparse sui grossi massi e sulle pareti nero-biancastre che si notano guardando in alto dalla strada. Poca gente ci ha arrampicato, colpa forse delle alte difficoltà con cui si cimentava Massimo oppure a causa della difficoltà di trovare le vie in questo dedalo di rocce sparpagliate. Più abbordabile è invece il grosso masso del Curlo, recentemente richiodato dal sottoscritto e da Norbert Parolini dopo che Zanella e soci chiodarono le prime vie. Un luogo piccolo e comodo da raggiungere (1 minuto dall’auto nel posteggio in cima alla frazione) dove troverete 4/5 itinerari di 10/15 metri su roccia molto bella e con difficoltà medio-alte, dal 6b al 7a. Al Masso del Curlo si arrampica anche nelle giornate invernali, ovviamente se non c’è troppa neve, e l’arrampicata è un piacevole mix che richiede un po’ di resistenza e una buona tecnica.

   Buona arrampicata!  

 

I disegni e le informazioni delle pareti di Campo Moro Deposito Inerti, Zoia e Sasso di Franscia le potete trovare su http://www.go-mountain.com/default.html (seguire ALPI CENTRALI - VAL LANTERNA – ARRAMPICATA SPORTIVA/BOULDER)