L’OCCHIO DI RAMPIKINO
    
Il mio alpinismo in Valmalenco.

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   Ho cominciato a frequentare la valle già nei primi anni ’80, quando con mio padre percorrevo le classiche ascensioni alle vette più belle e importanti della zona, dal Bernina al Pizzo Scalino. Nel decennio seguente ho trascorso saltuariamente dei periodi esplorativi in queste selvagge vallate, aprendo decine di vie nuove rocciose nella zona dell’Entova Scerscen, lunghi itinerari sulla bastionata di Fellaria sopra il Rifugio Bignami e nel febbraio del 1993 riuscendo nell’ambita prima ascensione invernale dello “Spigolo Negri” al Piz Argent, una delle più avventurose esperienze personali conclusa con un bel volo con gli sci a pochi minuti dal ritorno a casa…

Punta Longoni, "Diretta del direttore", prima ascensione. (foto G.Miotti) Piz Argent, "Spigolo Negri", prima ascensione invernale. (foto A.Marini) Costiera di Fellaria, "Libertà della mente", prima ascensione. (foto M.Comi)


Falesie dello Scerscen, "Galattica". (foto G.Miotti)

 

   La Valmalenco è poi sinonimo di ghiaccio, di tutte quelle cascate gelate che mi hanno sempre attratto nel mio concetto di un alpinismo “polivalente”, indirizzato alla ricerca del nuovo e dell’inesplorato. Diverse ascensioni solitarie alle più belle cascate della zona, l’apertura di alcune colate mai percorse da nessuno, l’introduzione del “dry tooling” (misto) sugli strapiombi ghiacciati di Franscia e la partecipazione alle gare di arrampicata su ghiaccio organizzate a Lanzada, tutti momenti che mi hanno fatto capire che l’attività alpinistica in Valmalenco stava finalmente uscendo da un letargo e da un anonimato che l’ha contraddistinta negli ultimi due decenni.

  Nel nuovo millennio, dopo aver vissuto intensamente una fetta della mia vita alpinistica nella vicina Valmasino, regno del granito, alcuni grossi progetti alpinistici mi hanno portato a prendere casa sotto queste montagne, alla ricerca di un terreno selvaggio dove praticare quello che più mi piace… esplorare!

   Con questa rubrica sono ben felice di contribuire alla presentazione dell’ambiente montano di questa valle, ricordando i più bei momenti che ho vissuto e ancora sto vivendo a contatto con un incredibile ambiente naturale, cercando di stimolare l’occhio dei giovani e meno giovani per riuscire a trasmettere le sensazioni che si hanno “là sopra”...

Costiera di Fellaria, "Winter Line", prima ascensione e invernale. (foto L.Maspes)
Pizzo Palù, "Direttissima Sperone Bumiller", prima ascensione e invernale. (foto D.Fregona) Gole di Val Brutta, "Franscia 2000", prima ascensione. (foto F.Cossi)