Rifugio                   
Val di Togno

Loc.Cà Baldini m.1317
Aperto dal 1°giugno al 25 agosto
Da Pasqua tutti i week end
Tel.
0342/514983


E’ una convalle della Valmalenco  ed alla stessa PARALLELA perché parte da Arquino  per terminare sull’Alpe Painale,ai piedi del pizzo Scalino.E’ caratterizzata dal Torrente Antognasco che dallo spartiacque con la Valle Fontana scorre in senso Est Ovest fino a confluire con il Torrente Mallero ad Arquino.

La Valle di Togno fino agli anni 1960 nella parte bassa e nei maggenghi di Vel-Cà Baldini_-   Cà Le uscio-Cà  Brunalli e la Costa, era frequentata da non meno di 25-30 famiglie delle frazioni alte del Comune di Spriana ognuna con due o più Mucche, vi trascorreva il tempo dalla Primavera all’Autunno e raccoglieva anche Fieno Selvatico che portava fino a Sondrio per venderlo. A Cà Baldini  c’era in attività la Guardia di Finanza nella Caserma costruita da tre amici  intorno al 1900 ed affittata allo Stato

I Contrabbandieri per fare un viaggio fino a Poschiavo e ritorno con una “Bricolla”di 25-30 Kg,.impiegavano due o tre giorni, con il pericolo reale di dovere abbandonare il carico ai Finanzieri che non scherzavano tanto che vi furono anche feriti alle gambe.

Nella parte alta la vasta zona di campei-Rogneda-Lavigiola e Painale era monticata dai Contadini di Albosaggia,come tutt’ora.,hanno monticato anche oltre 500 capi di mucche e oltre 1000 pecore e come si evince era una Valle prettamente Agricola.

Negli anni 1960 la G.F. abbandonò la Valle (e contemporaneamente anche gli ultimi contadini) per cui,abbandnata,  invasa da sterpi e rovi oltre che da estensioni di Fambrus che rendevano quasi impossibile transitarvi...

Intorno al 1980 un contadino di Albosaggia,il Giulio,monticò i maggenghi riportandoli  a prato, ma le Baite rimasero ancora abbandonate.

Nel frattempo,per merito di alcuni ex abitanti della zona riunitisi in Consorzio,fù iniziata una strada Agrosilvopastorale partendo da Arquino.

Nel 1984,quado la predetta strada superava appena Caparè,Bruno Scilironi,divenuto proprietario della ex casema della g.f..che al momento era pericolante,si attivò perristrutturarla..

 

 

 

 

 

 

 

 

Risrtrutturato lo stabile,fece un Acquedotto  captando una sorgenta a Cà Le uscio, quindi ottenne il permesso per produrre circa 5 KW di corrente elettrica e adibì lo stabile a Rifugio Alpino e infine,con l’ultima disponibilità rimasta su una legge allora vigente per i Rifugi,ottenne l’impianto di telefono.

Da quel momento,oltre a due famiglie che vi trascorrevano pochi giorni,la zona icominciò a ripopolarsi tanto che oggi vi trascorrono l’Estate e il fine settimana non meno di 20 famigle che hanno ristrutturato le loro Baite..

Oltre alle risorse agro-silvopstorali di cui la valle è ricca,la stessa è frequentata per la SUA BELLEZZA  SELVAGGIA e per la presenza di reperti archeologici,GRAFFITI,scoperti in epoca recente sull’Alpe Grùm nei pressi dell’alpe Castellaccio, questa era senza sorgenti d’acqua,salvo un piccolo rivolo che gocciolava dalla neve perenne che si raccoglieva in un profondo ed angusto Anfratto accessibile a pochi.

Le persone e gli animali che monticavano l’alpe d’Estate,attingevano acqua piovana raccolta in grani Vache appositamente costruite.

Ne 1985 Bruno Scilironi,accordatosi con un’intelligente e pratico maresciallo del corpo Forestale di Chiesa in Valmalenco,costruì a proprie spese,salvo la mano d’opera prestata da alcuni amici interessati,(in particolare le famiglie Varisto)un acquedotto lungo c.a. 2000 mt.,dei quali buona parte aerei, per l’attraversamento di due valloni dove l’acqua d’Inverno gela e d’Estate si riscalda.

 

Da quel giorno Grum-Castellaccio e Prato sono servite di acqua potabile con innegabile beneficio per chi, come la famigle Varisto ed altre, ristrutturarono le case,oltre ad essere fonte di abbeveramento per gli animali selvatici..

 Al Castellaccio,d’Estate,sotto un rubinetto rialzato in mezzo al pascolo,si può fare la doccia con acqua calda. L’accesso alla Valditogno è possibile attraverso vari sentieri pedonali:A –Percorrendo un sentiero  pianeggiante che parte da CARNALE. In h 1,30-si raggiunge Cà Baldini al RifugioValditogno.

 Da Spriana sul sentiero che parte a fianco del Campanile,si raggiunge Bedoglio e subito dopo quando si trova una strada piana ed una di servizio,si può prendere quella piana ,(percorso più comodo) fino a raggiungere una casa isolata (zona detta del Chignulet),

dopo la quale, in breve,s’incrocia un sentiero che sale da Mialli,si prende a sinistra fino a raggiungere la contrada Paroli e subito dopo,nei pressi della contrada soprastante (CAO)si prende il sentiero a destra e ad un bivio si deve mantenere il sentiero alto (e non quello che scende.)Dopo attraversato una morena sassosa,da dove si può osservare il serpentone della strada sterrata che sale da Arquino,si raggiungono due baite “Cè dei Scarpulin” e circa cento metri dopo, si attraversa il torrente Antognasco su un ponticello in ferro dopo il quale ci si collega alla strada sterrate predetta, da dove si vede il Rifugio Valditogno che si raggiunge in poco meno di 15 m’.-Tempo tot.h.2 circa.

   Dal punto di partenza del sentiero piano,come predetto, si può prendere luna strada sterrata di servizio a sinistra  con la quale si raggiunge la contrada Piazzo, dove questa strada termina.Subito si raggiungono alcune case diroccate e staccate della contrada,dopo l’ultima casa il sentiero si sdoppia,uno prosegue diritto l’altro s’inpenna a sinistra e sale fino a raggiungere il bosco dell’Albareda con panorama unico,attraversato il bosco si scende al Rifugio. Tot.h.2,30.

      Percorrendo l’altro sentiero si raggiunge la contrada Cao da dove, scendendo leggermente, ci si ricongiunge al percorso B mentre risalendo a sinistra ci si ricollega al sentiero dell’Albareda.

      Ultimo,si può salire da Arquino sulla srada sterrata,percorribile anche con autoveicoli se muniti di permesso Comunale, fattibile in Comune a Spriana,oppure presso il Bar Bettini di Ponchiera per gli iscritti all’Associazione  Amici della Valditogno (Euro 5,00).

IL RIFUGIO VALDITOGNO si trova a quota 1317 m.s.l-m.,è immerso nel verde ed è una base ideale per interessanti passeggiate più o meno impegnative.

PER I ROCCIATORI,appena a ridosso del Rifugio (a Cà Brunalli) si trova un’interessante via attrezzata,”SOGNO  DI TOGNO”,aperta da SAVONITTO E MIOTTI il 24.11.1082,il rifugio è dotato di corrente elettrica,telefono,servizi,camerette da due e quattro posti,ampia mansarda con servizio doccia ed angolo cottura ideale per Famiglie,a piano terra ,cucina bene attrezzata,sala da pranzo,saletta Bar,all’esterno,ampio piazzale con trè Tavoloni e spazio prendisole attrezzato.

Cucina:Strettamente tipica,in particolare: “I PIZZOCHERI COME LI FCEVA LA NONNA”-I  TAROZ, anche con le “Gridole”-.POLENTA TARAGNA con burro d’alpe e con vari Salmì.I nostri prezzi,assolutamente contenuti,.PENSIONE completa Euro 35,00. Telefono del Rifugio:0342-514983.Se venite a trovarci ci fate piacere,se non venite ,avrete perso un’occasione unica e noi ci riposiamo.

Il Rifugio C.A.I. “BRUNO DEL DOSSO” sull’Alpe Painale a quota 2119,è stato ricavato ristrutturando una baita in disuso dei monticatori, su iniziativa di Scilironi Bruno, in accordo con l’Architetto Stefano Tirinzoni,all’epoca presidente del C.A.I. di Sondrio.

 

Nel suo piccolo,il rifugio ha tutto,:luce elettrica (Pannello solare), acqua potabile,stufa per cucinare e riscaldare,un tavolo con panche e sedie,una piccola dispensa e due tavolati con coperte dove possono dormire circa15 persone,servizi igenici all’esterno.Sentire le coppie che ci sono state e passare una serata da soli in quel nidoè semplicemente da sogno, indescrivibile.E’ un’ottima base per importanti ascensioni,quali:Il PIZZO SCALINO mt.3333 s.l.m.,.la cima VICIMA, la cima PAINALE ed altre,tutte oltre i 3000  Un bel  laghetto dalle acque Celesti ed Azzurre, nei pressi del Rifugio, invita alla pesca della Trota e per qualche coraggioso anche a fare il bagno.

 La “CONCA DEL PAINALE”,come la Valditogno,è ancora oggi  poco conosciuta anche da gran parte dei Malenchi.Visitatela perché merita,dal Rifugio Valditogno si raggiunge in due ore,si può raggiungere anche il rifugio Cristina passando attraverso il passo degli Ometti in 2 h. dall’Alpe Aquanegra per l’omonimo passo in 1h30..

 Scollinando  dal passo del Forame si raggiunge il rifugio Maffina Cederna nell’ala Valfontana.

   In Valditogno, luogo di Funghi Porcini e Fingerli, è molto facile vedere Cervi-Camosci –Marmotte e l’Aquila Reale e si pratica la pesca alla Trota nelle limpide acque del torrente Antognasco, sempre proficua e divertente.

                     Per chi sceglie la tranquillità della natura,ci sono poche alternative.

DIVERTIMENTI:Solo quelli che si creano tra amici...

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 Ora mi permetto alcune osservazioni:sono estremamente meravigliato che i responsabili del turismo in Valmalenco disconoscano completamente questa valle, la quale ha le sue attrattive, apprezzate da chi la frequenta. In proposito, emblematico è un discorso che racconto testuale:Due turisti di Como che hanno raggiunto per la prima volta il Rifugio Bruno Del Dosso al Painale la sera de 9.Giugno ed ivi pernottato,rientrando la domenica hanno incrociato un gruppo di abituali turisti che salivano e con i quali hanno espresso entusiasmo e meraviglia per la zona,come risposta si sono sentiti raccomandare di non divulgare la bellezza del posto perché così l’avremmo potuta godere meglio se in pochi.-

Desidero osservare che la conca del Painale si estende sopra i 2200 mt:s.m. ed è una zona sicuramente molto nevosa per cui,considerato che la neve la troviamo sempre più in alto,ritengo che, fra non molto,la Valmalenco,escluso forse il Palù,non abbia tante alternative se non lo Scerscen,forse Campagneda ma sicuramente il Painale,raggiungibile da Acquanegra con una galleria di c.a.300 mt. Escludendo veicoli a motore se non elettrici – idrogeno o ad aria compressa.

Non sono un tecnico,ma sono convinto che al Painale siano possibili tutte le discipline,conpreso il salto..

Ovviamente necessita l’intervento della Regione con l’attuazione dei piani paesaggistici.Io sono al capolinea ma le mie ceneri saranno disperse proprio al Painale, fiducioso che molti le calpesteranno.

 

 

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