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La Valmalenco
e il suo Fiume
Il Mallero (di Michele Testini)
Per i canoisti che
possono programmare una settimana di vacanza in Valtellina l'incontro con la
Valmalenco ed il suo principale corso d'acqua, il Mallero, potrà essere
ricordato come un'occasione straordinaria di totale contatto con l'ambiente.
Il Mallero nasce da due ghiacciai, quello di Forno e quello del
Disgrazia, ed è uno degli affluenti più importanti dell'Adda.
Percorre la Valmalenco raccogliendo le acque di due torrenti, il
Lanterna e il Torreggio, ed è il corso d'acqua che ha sempre tenuto con il
fiato sospeso gli abitanti di Sondrio che se lo vedono scorrere sotto casa.
Durante l'alluvione del 1987 il torrente, rimasto nel capoluogo
miracolosamente entro gli argini costruiti nel secolo scorso dall'imperatrice
d'Austria, ha devastato la Valmalenco.
Tratto: Chiareggio - Sondrio
Difficoltà: 3°- / 6°+ (Tratti
impraticabili).
Periodi favorevoli: Giugno/Agosto volume dell'acqua variabile
dalle temperature stagionali.
Imbarcazioni: Kayak polietilene - Raft.
Tempo percorrenza: da 6 ore a 6 giorni.
Chiareggio, ai limiti dei ghiacciai, rappresenta il limite
raggiungibile in automobile. Lasciata la vettura si può risalire la magica
distesa di Pian del Lupo; la salita sembrerà più lunga con il kayak sulle
spalle, ma più si guadagna quota, più si apprezza la discesa.
L'acqua, torbida di neve e ghiaccio disciolto, si getta
spumeggiando tra le pietre levigate ad una forte velocità; impossibile riuscire
a trovare una zona d'acqua morta dove fermarsi, se non sotto il
ponticello-passerella che da Chiareggio conduce al Rifugio Porro.
Attenzione perchè dal paese in poi non si possono percorrere che
alcune centinaia di metri, sino alle prime case di Chiareggio; qui il torrente
si infila in una forra impraticabile, circondata da tronchi incastrati sulle
rocce. I passaggi precedenti la forra sono comunque molto tecnici e impegnativi
(quarto grado) e necessitano del supporto esterno di almeno due canoisti.
Ripresa la strada, dopo sette chilometri, si incontra il piccolo nucleo di San
Giuseppe, a 1435 metri. Ai piedi della cava di marmo il Mallero torna visibile e
si allarga, depositando il materiale trasportato in sospensione.
Da San Giuseppe a Chiesa Valmalenco (m. 962) scorre di nuovo in gole con
pericolosi passaggi e salti artificiali.
In prossimità di Chiesa Valmalenco le acque del Mallero vengono
captate e, con quelle del Lanterna, incanalate prima in galleria, poi nella
condotta forzata che alimenta la centrale idroelettrica Enel.
Quattro chilometri più a valle, in
località Torre Santa Maria, il Torreggio, generato dal ghiacciaio del Cassandra
(gruppo del Disgrazia), riversa le sue acque nel Mallero. Da qui il fiume
ridiscende per almeno sei chilometri in un letto che è in via di assestamento
dopo le devastazioni dell'alluvione del 1987. Nel Luglio di quell'anno, il
Mallero ha scavato un nuovo letto spazzando via sia la sede stradale che le
case. Ora si cerca di ridimensionare il corso d'acqua con l'ausilio di briglie
selettive.
Belle e interessanti, ma solo paesaggisticamente, le Cassandre sono
gole alle porte di Sondrio in cui il Mallero s'infila, per sbucare nella Sondrio
vecchia, in località Gombaro.
Due nuovi ponti dallo stile avveneristico hanno sostituito quelli
distrutti dall'alluvione. Tra le due sponde di cemento e sassi, il Mallero
percorre l'ultimo chilometro prima di gettarsi nell'Adda.
Il soli canoisti che hanno disceso il Mallero nel tratto da
Chiareggio a S. Giuseppe, (gruppo CKC Milano) hanno impiegato più di otto ore,
giurando che per nessun motivo avrebbero ripetuto l'esperienza.
Per ulteriori informazioni contattare:
Canoa
Club Valtellina
V. Ca'Bianca 41 - 23100 Sondrio
Tel: (0342) (212123)
Fax: (0342) (510044)
Posta elettronica: Canoa@provincia.so.it
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