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L'artistico Presepio 

“Le nostre origini”

Chiesa Valmalenco
Allestito nella Cripta dell’altar maggiore del Santuario Madonna degli Alpini (entrata nel retro)

La Santa Natività (foto: G. Martinelli)


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  In primo piano la Santa Natività fiorente di amore, di serenità e di fraternità, accampata sotto una rude grotta dei pastori, custodita e protetta dall’apparizione dell’angelo.

  Per i bambini di allora il S. Natale era il giorno più atteso ed ogni anno lo si viveva con tanta emozione per la sua singolarità. Era vissuto in casa, in un’atmosfera di tepore, raccolti con la famiglia a raccontare favole, emozioni, avvenimenti dell’anno trascorso ed a gustare e gioire del piccolo grande dono portato da Gesù Bambino, costruito dai genitori con le materie più povere come una bambola di pezza, un carretto o un triciclo di legno, un paio di sci o dei semplici indumenti necessari per vestirsi, ma accolti con viva animazione da far sprizzare calore, serenità e ricchezza d’animo.

Rappresentazione del paese ai primi del XX secolo...(foto: G. Martinelli)  Il paesaggio rappresenta il centro di Chiesa com’era ai primi di questo XX secolo, quando la tecnologia non aveva fatto ancora la sua comparsa, se non un semplice carretto trainato dal cavallo che solitario si muove lungo le vie del paese o una lampadina elettrica da 5 watt messa a rischiarare  i locali e le vie più buie: ciò era già considerato una sorta di magia.
  Al centro del paesaggio è in evidenza la prima Chiesa di Valle, la Chiesa Parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo col suo campanile originario in stile prebarocco, costruita ai primi del 1600 sui ruderi della vecchia Chiesa Medioevale. In lontananza la contrada di Montini, in alto il paesino di Primolo e sullo sfondo le montagne del Monte Braccia, Tramoggia e Monte Motta.

..particolare del presepe con la Natività... (foto: G. Martinelli)  Attorno al più vecchio insediamento del paese si trovavano tutte le principali istituzioni: religiose, scolastiche, uffici del comune e della posta, i carabinieri e il primo albergo della Valmalenco. Il rione è diviso dal torrente Secchione “Ciciù”, le cui acque per secoli hanno alimentato torni per la tornitura della pietra ollare, mulini, magli e segherie che si sono resi utili all’economia del paese. Questo artigianato era parte integrante di un’attività prevalentemente contadina, che da secoli si tramandò da padre in figlio. Contadini che divennero sempre più esperti conservatori del territorio trasformando l’ambiente in un giardino in armonia con la natura, traendone da essa non solo i frutti per la sopravvivenza, ma i più profondi insegnamenti maturati nei secoli attraverso i loro sacrifici.

...un carretto trainato dal cavallo che solitario si muove lungo le vie del paese... (foto: G. Martinelli)


  Umili lavoratori che si sporcarono con la materia senza alcuna pretesa e senza che nessuno parlasse di loro, ma certamente si rivelarono e si riveleranno anche in futuro le persone più utili alla salvaguardia dell’ambiente montano.Vissero una vita libera, indipendente, ma in comune avevano lo spirito, si aiutavano sia nel lavoro che nel tempo libero, raccolti erano nella fede, nelle malattie, nelle disgrazie. Usufruivano degli stessi servizi; ai lavatoi le lavandaie mentre facevano il bucato amavano raccontare passioni, avvenimenti futili o meno, notizie curiose che si spargevano rapidamente in quel pettegolezzo paesano che ha integrato la storia della realtà quotidiana, vissuta tranquillamente tessendo il presente senza trascurare il passato. 

 

 

Particolare delle miniature all'interno di una delle casette ricostruite nel presepe... (foto: G. Martinelli)

 

  Ora il progresso di accelerazione degli eventi riduce via via la coscienza del già vissuto, vivendo sempre meno il presente, causando progressivamente la morte del passato.
  Così l’uomo si priva di riferimenti e di confronti vagando nel futuro al di là di quel vuoto, a sopravvivere senza orme di sé, avido solo del domani e inerte perde la propria identità. Auguriamoci che questo messaggio natalizio illuminato dall’innocenza, non vaghi nel vuoto ma sia portatore di vero amore, per avere la forza di dire ai potenti del mondo consumista di rallentare la corsa all’avidità, per avere ancora il tempo di riflettere e per ridare a noi il giusto spazio della vita.

 

Chiesa Valmalenco
Allestito nella Cripta dell’altar maggiore del Santuario Madonna degli Alpini
(entrata nel retro)

Orario Visite: Tutti i giorni fino al 30 gennaio
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Per informazioni :
Tel.0342/45.11.50

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